Dalla mola Guna all’arte contemporanea, fino alla Biennale di Venezia 2026: Panama sta trasformando la propria storia e la propria identità in un linguaggio artistico sempre più riconoscibile a livello internazionale.
Quando si pensa a Panama, le prime immagini che vengono in mente sono quasi sempre le stesse: il Canale, i grattacieli di Panama City, le spiagge caraibiche, le isole di San Blas e il Casco Antiguo.
Ma esiste un altro Panama, meno immediato e forse ancora più interessante: quello raccontato attraverso l’arte.
Un Paese situato all’incrocio tra due oceani, tra Nord e Sud America e tra culture profondamente diverse non poteva che sviluppare una produzione artistica caratterizzata dalla contaminazione. Tradizioni indigene, eredità spagnola, influenze afro-caraibiche, storia del Canale e modernità convivono in un panorama culturale che negli ultimi anni sta conquistando una visibilità sempre maggiore.
La mola Guna: un’arte che racconta un popolo
Uno degli esempi più importanti dell’arte panamense arriva dalla cultura Guna.
La mola è una forma di arte tessile realizzata a mano attraverso la sovrapposizione e il ritaglio di diversi strati di tessuto. I disegni possono rappresentare animali, elementi naturali, figure umane, geometrie e scene della vita quotidiana.
Ma considerare la mola semplicemente come un prodotto artigianale sarebbe riduttivo.
I motivi e le composizioni sono legati alla storia, alla spiritualità e alla cosmovisione Guna. La realizzazione delle molas è inoltre una tradizione tramandata di generazione in generazione, nella quale le donne svolgono un ruolo centrale.
A Panama questa tradizione è oggi considerata un patrimonio culturale vivo e una delle espressioni artistiche più caratteristiche del Paese.
Nel cuore del Casco Antiguo di Panama City è possibile approfondirne la storia anche attraverso il Museo de la Mola, che presenta una collezione di oltre 200 molas e ne racconta tecnica, evoluzione, significato e capacità narrativa.
Il Canale entra nell’arte
Se c’è un elemento che più di ogni altro ha cambiato la storia di Panama, è naturalmente il Canale.
Ed è proprio il Canale a diventare sempre più spesso protagonista di una riflessione artistica che va oltre la semplice celebrazione di una grande opera di ingegneria.
Il Canale rappresenta infatti lavoro, migrazione, commercio e globalizzazione, ma anche sovranità, identità nazionale e memoria.
Un esempio particolarmente significativo è il progetto realizzato dall’artista panamense Meera Sachani, autrice di un grande murale dedicato al 9 gennaio 1964. L’opera mette in relazione la memoria storica con il presente e utilizza la sagoma del Canale insieme a figure umane e animali per rappresentare lo sforzo collettivo che ha accompagnato la costruzione della via interoceanica e la storia della sovranità panamense.
È un esempio di come, a Panama, l’arte possa diventare anche uno strumento per rileggere la propria storia.
Il MAC e la crescita dell’arte contemporanea
Il punto di riferimento per l’arte contemporanea panamense è il Museo de Arte Contemporáneo de Panamá (MAC).
La sua storia inizia nel 1962 con la nascita dell’Instituto Panameño de Arte. Nel corso dei decenni l’istituzione ha costruito una collezione sempre più importante e oggi conserva oltre 1.200 opere di artisti panamensi e internazionali.
Il museo non si limita però a conservare opere.
Il MAC rappresenta uno spazio di incontro tra artisti, pubblico e nuove generazioni e organizza esposizioni, attività culturali e programmi educativi. La sua presenza contribuisce a dare struttura a una scena artistica contemporanea che, pur essendo ancora relativamente giovane, sta diventando sempre più interessante.
E l’arte non rimane confinata nei musei.
A Panama City è possibile incontrarla anche nelle strade, nelle gallerie e negli spazi urbani. Casco Antiguo ed El Cangrejo, in particolare, sono diventati luoghi nei quali murales e street art convivono con l’architettura storica e con la vita quotidiana della capitale.
Panama arriva alla Biennale di Venezia
Il salto più importante verso la scena internazionale arriva nel 2026.
Panama partecipa infatti alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con “Hiperstición tropical”, progetto del duo artistico Mensajeros del Sol, composto da Antonio José Guzmán e Iva Jankovic.
La scelta del progetto è particolarmente significativa perché torna ancora una volta sul rapporto tra memoria, spostamento e costruzione del Canale di Panama.
La mostra, ospitata nel Padiglione di Panama, è stata pensata anche come strumento per portare la produzione artistica panamense all’attenzione di un pubblico internazionale.
La presenza alla Biennale non è quindi soltanto una vetrina culturale.
È anche un modo per raccontare Panama attraverso una prospettiva diversa: non soltanto come Paese strategico per il commercio mondiale, ma come luogo nel quale storia, identità e trasformazioni sociali possono diventare materia artistica.
Un Paese piccolo con una storia enorme
Forse è proprio questo l’aspetto più interessante dell’arte panamense.
Panama è un Paese relativamente piccolo, ma nel corso della sua storia è stato attraversato da popoli, commerci, migrazioni e influenze provenienti da ogni parte del mondo.
Questa condizione di “ponte” si riflette inevitabilmente nella sua cultura.
L’arte Guna racconta una tradizione antichissima. Il Casco Antiguo conserva la memoria della Panama coloniale. Il Canale racconta la trasformazione del Paese in uno dei nodi più importanti del commercio mondiale. La street art interpreta la Panama contemporanea. Gli artisti emergenti cercano invece nuove forme per raccontare una società in continua evoluzione.
Sono storie diverse, ma fanno parte dello stesso racconto.
L’arte come nuova immagine di Panama
Per molto tempo l’immagine internazionale di Panama è stata legata quasi esclusivamente al Canale, alla finanza e alla sua posizione geografica.
Oggi il Paese ha l’opportunità di raccontare anche un’altra identità.
Musei, artisti, artigiani, gallerie, spazi culturali e iniziative internazionali stanno contribuendo a costruire un’immagine di Panama nella quale l’arte non è soltanto un elemento decorativo, ma uno strumento per comprendere il Paese.
E forse è proprio questa la direzione più interessante.
Perché per capire Panama non basta guardare il Canale.
Bisogna anche guardare ciò che gli artisti panamensi stanno creando intorno ad esso.






